DIYT 2013 – PreAperitivi

preaperitiviLe nocivita’ e lo sfruttamento dei territori
A cura del Collettivo Scientifico Autorganizzato e del Collettivo d’Agraria – Firenze

27 novembre
c/o Facolta’ di Agraria
(p.le delle Cascine)
h.20 Apericena
a seguire
incontro/dibattito con alcuni compagni/e e attivisti del movimento NoTav, movimento NoMuos, Assemblea per la Piana.

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4 dicembre
c/o Dipartimento di Matematica U.Dini
(Viale Morgagni)
h.17
incontro/dibattito con alcuni compagni/e del collettivo Monte Libero (Monte Amiata) e del Centro di ricerca Rifiuti Zero.
Proiezione e intervento di Pietro Dommarco, autore di Trivelle d’Italia.  A seguire Apericena

 

VERSO ED OLTRE IL CORTEO DEL 7 DICEMBRE A CAMPI BISENZIO.
Lo sviluppo urbano dell’area metropolitana fiorentina, ha portato, negli ultimi decenni, a notevoli stravolgimenti e molti altri ce ne saranno nel prossimo futuro. “Grandi opere” come il tunnel Tav, gli inceneritori di Case Passerini e Selvapiana, i parcheggi interrati di piazza del Carmine e Brunelleschi, rappresentano l’ultima mandata di manovre speculative, a spese del territorio e dei suoi abitanti.
Tanti progetti che si sommano ai mostri del passato come l’invasione di quartieri periferici come Novoli (dove sono sorti il nuovo Tribunale e un polo Universitario) o l’area di Castello. D’altronde in nome del “progresso” e dello “sviluppo economico” si accetta di tutto: prosciugare fiumi e falde acquifere nel Mugello, scavare tunnel sotto la città con il rischio che numerosi edifici crollino o rimangano severamente danneggiati (come d’altronde è successo a Bologna), costruire sempre più centrali Geotermiche sul monte Amiata con le immediate conseguenze, al pari di una qualsiasi altra centrale ad “energia non rinnovabile” di avvelenare l’aria e l’acqua che beviamo, cementificare lo spazio e consumare ogni spazio lasciato alla natura.

Questo tipo di gestione dei territori non è certo un caso isolato, anzi. La speculazione edilizia, insieme alla realizzazione di grandi opere per garantire immediati profitti, o un maggior controllo militare dell’area mediterranea (come il caso del progetto Muos di Niscemi, sono scenari ricorrenti in Italia.

Ma insieme a questo occorre notare come la speculazione edilizia e lo sfruttamento dei territori conseguente ad essa, pur essendo in Italia una delle fonti “garantite” di capitale reale e finanziario, non sia fine a se stessa: ha l’obiettivo di ridurre i costi di edifici, terreni, materie prime e fonti di energia a scapito della salute e della vita di noi tutti.
In ultima analisi, considerando il contesto di crisi generalizzata, è possibile considerare tutto questo come una parte del processo di accumulazione del Capitale nelle mani dei soliti noti padroncioni, padroncini e palazzinari nostrani.

Lo sfruttamento dei territori è spinto pertanto dalle stesse logiche che stanno dietro allo sfruttamento della nostra condizioni di lavoro, di vita: quello della preservazione dei profitti a qualunque costo.

In questo contesto il sistema dello “sfruttamento” , ovvero il sistema Capitalista, diventa un nemico comune a tutti: dal lavoratore in lotta sui posti di lavoro, al disoccupato, allo studente, al precario, al migrante, al pensionato.
E’ proprio in questa ottica che un territorio minacciato da una qualsiasi nocività, diventando di fatto lotta al Capitalismo, si estende e
diviene la lotta di tutti. L’ottica in cui la questione del TAV in val di Susa come quella del Muos a Niscemi, diventano scenari di lotta
anticapitalista.

In questo modo diventa palese l’identità di classe (ovviamente quella dominante) fra chi devasta i territori e usa lo spazio al fine di trarne profitto e chi in ogni ambito della nostra vita, dalla formazione al mondo del lavoro, dalla semplice socialità alla politica di palazzo, ci toglie diritti, dignità e ci sfrutta tutti i giorni. (un esempio: ENEL green power è la stessa azienda che semina morte sul monte amiata e in giro per il mondo e sfrutta gli studenti dei nostri atenei gratuitamente con le “meravigliose opportunità di tirocinio”)

E noi?
Noi studenti e lavoratori viviamo questo sfruttamento tutti i giorni nell’istituto del tirocinio formativo (curricolare o meno che esso sia) oltre che sui posti di lavoro; abbassare il costo del lavoro, riducendone i costi, oltre che le condizioni di tutti si configurano come un altro modo, oltre alla speculazione edilizia e la costruzione delle “grandi opere” , in cui il capitale e la classe padronale fanno fronte alla crisi, mantenendo i profitti, valorizzando e accumulando capitale.

Che Fare?
Innanzi tutto è iniziando ad informarsi e a non dare per scontato tutto quello che ci insegnano che si gettano le basi per l’auto-formazione di una visione d’insieme ampia e critica del mondo che ci circonda.

Quanti direbbero che lo sfruttamento della “verde” Geotermia può causare inquinamento grave delle acque e aumento della mortalità per tumori a livelli preoccupanti? Probabilmente il concetto di fonte pulita è un concetto fuorviante e andrebbe riformulato.
Giusto per fare un altro esempio: luminari dell’oncologia come Veronesi, i cui libri e i cui articoli sono studiati da studenti di tutto il mondo, dichiara che la termo-valorizzazione (ovvero l’incenerimento dei rifiuti) non produce polveri ad effetto cancerogeno sulle mucose delle vie respiratorie, andando contro ad evidenze scientifiche semplicemente meno conosciute dei suoi lavori.

In secondo luogo lottando ogni giorno contro la devastazione dell’università e l’aziendalizzazione di quest’ultima in solidarietà con le lotte dei lavoratori, i movimenti di lotta per la casa, i movimenti territoriali.

Per quanto detto riteniamo importante, oltre che approfondire la tematica dello sfruttamento dei territori partecipando alle due iniziative in programma per il 27 di Novembre e il 4 di Dicembre ad Agraria e al dipartimento di Matematica, partecipare come studenti al corteo in difesa della piana contro la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, che si terrà a Campi Bisenzio il 7 di Dicembre.

COLLETTIVO SCIENTIFICO AUTORGANIZZATO
COLLETTIVO D’AGRARIA FIRENZE